1 MAGGIO ANARCOSINDACALISTA

Ormai da tempo il 1 maggio è considerato solo un giorno di festa, un giorno in cui allungare il week end, una scadenza celebrativa da calendario. Questa giornata però ha tutt’altro significato e tutt’altra origine: in questa giornata tradizionalmente la classe lavoratrice ricorda il grande sacrificio dei 5 anarchici di Chicago impiccati l’11 novembre 1887 in quanto organizzatori della lotta per la riduzione dell’orario di lavoro a 8 ore a parità di salario. In loro memoria le organizzazioni sindacali di tutto il mondo designarono la giornata del 1° Maggio per le manifestazioni dei lavoratori a livello globale.

Proprio per questo l’Unione Sindacale Italiana ha proclamato sciopero generale per il 1° maggio, uno sciopero che vuole essere di più che uno sciopero celebrativo ma che vuole riportare questa giornata nel calendario della lotta, in un periodo in cui il lavoro festivo diviene praticamente obbligatorio in molti settori. Una lotta dei lavoratori che ha bisogno sempre più di una sferzata anticapitalistica, assembleare e solidaristica contro le logiche burocratiche e concertative di stato della triade CIGL-CISL-UIL. Un inversione di tendenza che deve passare per ogni posto di lavoro e che con coerenza riconquisti gli strumenti conflittuali dello sciopero, dell’azione diretta e del mutuo appoggio senza burocrati e faccendieri di sorta.

L’esigenza di questo passaggio la vediamo ogni giorno, dal diffuso precariato sul posto di lavoro che, in particolare nel terzo settore, costringe sempre più giovani a condurre una vita precaria, senza la speranza di poter costruirsi una vita autonoma. Inoltre nelle discriminazioni sociali basate sulla colore della pelle che ancora oggi costringono i migranti a a accettare le peggiori condizioni di lavoro essendo sottoposti al ricatto del legame permesso di soggiorno-lavoro o sequestrati dietro al filo spinato nei CIE-CPT di stato. E ancora dai venti di guerra che soffiano sempre più fort costringendoci ancora una volta, a ribadire la nostra avversione a tutte le guerre e a tutti gli eserciti. E infine alle discriminazioni di genere sui posti di lavoro come il gap salariale tra lavoratore e lavoratrice, la maternità non garantita, le molestie sessuali taciute per timore di perdere il posto di lavoro.

Invitiamo tutti e tutte quindi a scendere in piazza il 1 maggio per ricordare ancora una volta i Martiri di Chicago, oltre che per dare corpo a una manifestazione orizzontale, autogestita e indipendente.
L’USI unico sindacato autogestito e autorganizzato, gestito dai lavoratori in prima persona e indipendente da quadri politici e burocratici invita tutti e tutte a dare vita a processi di autorganizzazione all’insegna del sindacalismo di classe, autogestito e libertario.

Una delegazione della sezione dell’USI di Reggio Emilia parteciperà all’ormai tradizionale corteo del 1 Maggio a Parma con concentramento alle ore 10 in Piazzale S. D’Acquisto mentre per tutta la giornata del Primo Maggio (fino alle ore 18.00) sarà allestito un banchetto informativo in Piazza Prampolini a Reggio Emilia.

Unione Sindacale Italiana – Reggio Emilia
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Il 25 aprile saremo a Massenzatico (RE) con un banchetto informativo con libri,giornali e riviste, nell’ambito della giornata 25 aprile SEMPRE! Passate a trovarci!

8 MARZO SCIOPERO GENERALE!
SE TOCCANO UNA TOCCANO TUTTE!

Riuscito lo sciopero generale dell’8 marzo, buona la partecipazione nelle scuole, nei trasporti e nei servizi con alcune significative partecipazioni dalle fabbriche. Questo a dimostrazione della grande importanza del tema dal punto di vista sociale, l’elemento centrale delle iniziative sul tema non poteva che essere lo sciopero generale per le implicazioni che ha nei posti di lavoro e nei rapporti di classe. Abbiamo ritenuto importante costruire la mobilitazione dell’8 marzo scendendo in piazza come lavoratrici e lavoratori, studentesse e studenti per la dignità e la libertà di tutte le donne del mondo, per l’opposizione alla violenza di genere in tutte le sue forme e per l’emancipazione completa di tutte e tutti. La mobilitazione si è svolta anche contro l’ingerenza clericale nelle scuole e nella società che sta bloccando i percorsi di educazione alla differenza, al rispetto dei generi e delle diversità. Su questi capisaldi l’Unione Sindacale Italiana ha promosso questo sciopero in piena sintonia con quanto emerso dall’assemblea nazionale di Bologna di Non una di Meno. In questo modo abbiamo costruito la mobilitazione in piazza Casotti che ha visto la partecipazione di lavoratori e lavoratrici, studenti e studentesse che hanno animato la mattinata con interventi, spettacoli musicali e teatrali e momenti conviviali. Come Unione Sindacale di Reggio Emilia riteniamo che le tematiche di questo 8 marzo siano la base su cui costruire le future lotte, in questo senso il fulcro della giornata non è stata la rivendicazione di diritti delegando la gestione della propria vita allo stato e alle istituzioni ma la volontà di mettere in discussione qui ed ora il processo di espropriazione dal lavoro produttivo con una lotta reale al di là di azioni parziali e simboliche.

Unione Sindacale Italiana – Reggio Emilia
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Se toccano una toccano tutte

Per l’Otto Marzo l’Unione Sindacale Italiana, rispondendo all’appello del movimento “Non Una di Meno”, ha indetto lo sciopero generale. L’Otto Marzo è sempre stata una giornata di lotta che trova le sue radici negli scioperi di inizio Novecento quando le donne lottavano per la propria emancipazione, come lavoratrici e come donne.
Dopo un lungo percorso le lotte in tutto il ‘900 hanno portato al definitivo riconoscimento formale dei diritti femminili anche nei contesti più arretrati del mondo occidentale, ma ancora e’ lunga la strada da percorrere: basti vedere il gap salariale tra salario maschile e femminile, alla difficoltà ad accedere alla maternità, alle violenze e molestie sul posto di lavoro taciute per evitare di perdere il lavoro, alla difficoltà ad accedere all’IVG, ai continui tagli che hanno colpito consultori e centri anti violenza, alla violenza di genere, giustificata dalla cultura patriarcale in cui viviamo. Inoltre alle donne è delegato il lavoro della cura della prole a quella dell’ambiente domestico, non retribuito ma fondamentale, lavoro che se rifiutato fa incorrere in un forte stigma sociale.

Alla contraddizione dell’oppressione di genere la nostra società risponde categorizzando le donne come vittime da aiutare, nell’ottica paternalistica secondo cui la donna, oggetto di proprietà esclusivamente maschile, non sa né scegliere né difendersi da sola. Come lavoratrici e come lavoratori invece sappiamo che l’oppressione si combatte con efficacia solo tramite la mobilitazione diretta, con il diventare protagonisti della propria stessa vita.

Anche a Reggio Emilia riteniamo importante rilanciare la mobilitazione dell’Otto Marzo scendendo in piazza come lavoratori, lavoratrici, studentesse e studenti per la dignità di tutte le donne del mondo, per il rifiuto alla violenza di genere in tutte le sue forme e per una società libera, orizzontale e internazionalista.

L’appuntamento è l’8 marzo alle ore 10.00 in Piazza Casotti per una manifestazione che si concluderà con spettacoli e musica. Successivamente pranzo sociale al Circolo Berneri ( Via Don Minzoni 1/d) per poi continuare la giornata di lotta al corteo “Non Una di Meno” alle ore 17.30 in Piazza Prampolini.

Unione Sindacale Italiana – Sezione di Reggio Emilia

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Un nostro contributo sull’importante giornata di lotta dell’8 marzo.

Come Unione Sindacale Italiana – Sezione di Reggio Emilia abbiamo prodotto un opuscolo sulle motivazioni che ci hanno portato ad aderire alla Sciopero Globale dell’8 Marzo e di riflessione sulla questione di genere nel contesto di una società basata sul profitto, sulla mercificazione e sui rapporti gerarchici in tutti gli ambiti di vita. Scaricalo qui.

 

 

14956040_689437724554382_2992643171966463225_nAnche a Reggio Emilia si è svolto lo sciopero generale indetto da USI-AIT e CUB.

Lo sciopero è stato preceduto da un buon lavoro di agitazione e propagande, svolto tramite volantinaggio presso le principali mense della città e tramite l’affissione di centinaia di manifesti che lanciavano lo sciopero e la contestuale manifestazione a Reggio Emilia.

Il corteo si è tenuto la mattina del 4 novembre, partendo dalla Gabella di via Roma e terminando in piazza Casotti. Qua si sono svolti i comizi finali che hanno visto gli interventi di Pietro Braglia del Comitato Esodati di Reggio Emilia e di Franco “Colby” Bertoli, segretario generale dell’USI-AIT.

Durante il corteo, che ha vista la presenza di oltre un centinaio di di compagni e compagni, si sono svolti diversi interventi, che hanno ribadito le ragioni dello sciopero, e un fitto volantinaggio.

Molti interventi hanno ripreso la tematica dell’antimilitarismo, tema da sempre fondante per l’USI, ribadendo come vi sia una forte contiguità tra guerre esterne e guerre interne e come sempre più spesso le questioni sociali vengano ridotte a mere questioni di ordine pubblico da affrontare manu militari.

Al corteo hanno partecipato diverse delegazioni provenienti da Parma, Modena, Bologna, Firenze e Ancona.

Dopo i comizi si è tenuta una grande pastasciuttata al Circolo Anarchico C. Berneri che si è protratta fino al tardo pomeriggio.

Usi – Ait Sezione di Reggio Emilia || Via don Minzoni 1/d || 345 975803

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Il 4 novembre 2016 in tutta Italia si svolgerà lo sciopero generale indetto da USI-AIT e CUB.

  • Per la redistribuzione del reddito attraverso consistenti aumenti salariali per tutti i lavoratori e pensionati;

  • Per la rivalutazione delle pensioni, riduzione degli anni per il diritto alla pensione, salute e sicurezza sui posti di lavoro;

  • Diritto all’abitare, contro la precarietà e lavoro gratuito;

  • Per il diritto al lavoro, attraverso la riduzione d’orario a parità di salario, investendo per la bonifica dei siti inquinati, la messa in sicurezza del territorio, il risparmio energetico e le energie alternative;

  • Per la parità di diritti agli immigrati e l’integrale abolizione della legge “Bossi-Fini”;

  • Per il reintegro immediato o il prepensionamento degli esodati

  • Contro la guerra , che sta coinvolgendo l’Europa il Medio Oriente e paesi dell’Africa, contro le fabbriche di morte le spese militari e la guerra interna contro i ceti popolari;

  • Per la messa in sicurezza del territorio la bonifica dei siti inquinati;

  • Per la sicurezza nei posti di lavoro. Basta morti;

  • Contro l’accordo sulla rappresentanza del 10/01/2014 tra confindustria e sindacati concertativi;

  • Contro la politica economica e sociale del governo Renzi e dell’Unione Europea, contro il Jobs Act e, l’abolizione dell’art.18;

  • Contro le false cooperative e quelle utilizzate per ridurre i diritti e la retribuzione dei lavoratori;

  • Contro il blocco dei contratti pubblici e privati, e la individualizzazione del rapporto di lavoro;

  • Contro le privatizzazioni, le grandi opere dannose e la distruzione del territorio;

L’USI di Reggio Emilia invita tutti e tutte a scioperare e a partecipare al corteo cittadino costruendo una mobilitazione dal basso autogestita, indipendente e orizzontale.

Usi – Ait Sezione di Reggio Emilia || Via don Minzoni 1/d || 345 975803

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